Archive for marzo, 2011

30 marzo 2011

Ancora sulla paura del nuovo – In limine

Su Connessioni scrive Andreas “Il percorso che stiamo facendo è ispirato da questa consapevolezza. Inutile puntare i piedi. Chi lo fa è un uomo morto.”

E allora dobbiamo sforzarci di uscire da un hortus conclusus di conoscenze e abitudini e pregiudizi che ci tiene ingabbiati in una rete poco sana e poco funzionale se non addirittura controproducente per noi. Liberiamoci le spalle da pesi inutili e avanziamo con più fiducia in noi stessi e negli altri, nel futuro.

Godi se il vento ch’entra nel pomario
vi rimena l’ondata della vita:
qui dove affonda un morto
viluppo di memorie,
orto non era, ma reliquiario.

Il frullo che tu senti non è un volo,
ma il commuoversi dell’eterno grembo;
vedi che si trasforma questo lembo
di terra solitario in un crogiuolo.

Un rovello è di qua dall’erto muro.
Se procedi t’imbatti
tu forse nel fantasma che ti salva:
si compongono qui le storie, gli atti
scancellati pel giuoco del futuro.

Cerca una maglia rotta nella rete
che ci stringe, tu balza fuori, fuggi!
Va, per te l’ho pregato, – ora la sete
mi sarà lieve, meno acre la ruggine…

(Eugenio Montale, In limine da Ossi di seppia, 1925)

29 marzo 2011

Anche la teologia può essere cyber

Qualche giorno fa si parlava di teologi dalle scellerate affermazioni su Speculum Maius .

Sempre nello stesso luogo, in riferimento al nostro ormai mitico Assignment3 (che sta generando una mole di commenti ed interpretazioni ramificantisi e intersecantisi in misura sempre maggiore) si accenna tra l’altro, ma non solo, al mirabile lavoro di partecipazione compiuto in tanti anni dalla cd comunità open source, come esempio classico e forse finora insuperato di cosa si possa fare con la Rete.

Scrive Maria Grazia di aver recentemente

“avuto bisogno di rivedere il mitico Revolution OS e ho pensato di postare qui la parte in cui viene affrontata la differenza tra il concetto di free software e quello di open source, esplicitando in particolare quest’ultima definizione.”

Serendipicamente parlando, tutto ciò ci ricollega al fatto che c’è un teologo che se ne occupa da tempo e ha capito molto bene le potenzialità della Rete e dell’agire collaborativo. Ovviamente lui ha una visione teologica anzi, cyberteologica, e si interessa di come si possa applicare-sviluppare “l’intelligenza della fede al tempo della Rete”. Forse non è un caso che sia un gesuita. Antonio Spadaro non è solo uno studioso di letteratura e scrittore di saggi su autori contemporanei come Raymond Carver, Flannery O’Connor e Pier Vittorio Tondelli , ma ha anche un blog dove ha pubblicato da poco un interessante post piuttosto in topic con quanto sopra.

 

28 marzo 2011

Anna pane e gulash

(ricordo di una connessione di tanti, tanti anni fa)

Anna mi voleva bene.

Da lei potevi fare qualsiasi cosa senza timore di rimproveri o gelide occhiatacce.

Potevi ficcare il naso in cassetti, ante, armadi e andare anche da sola nelle stanze al piano di sopra. Giocare in libertà in casa o nel cortile, separato dalla cucina per mezzo di una grande, curiosa vetrata che la rendeva simile a una serra creando uno spazio aperto per la mia fantasia. Il cortile, un po’ spiazzo di cemento, un po’ giardino verde, confinava con il retrobottega di una panetteria da cui provenivano deliziosi effluvi di pane e ciambelle.

Anna era di origine ungherese. Probabilmente il suo vero nome era Hanna, o Hannah, non so. Non c’è più nessuno a cui chiedere lumi. O magari aveva scelto di farsi chiamare Anna in Italia per via di un nome troppo strano o impronunciabile. Era così bella, alta e bionda, foltissimi capelli biondo cenere che teneva legati in una pratica, spessa coda, zigomi alti da slava, occhi cerulei dallo sguardo benevolo che ti facevano sentire protetta e sicura. Non pretendeva nulla, come buoni voti a scuola, o un comportamento giudizioso, o una postura eretta a tavola. Ti faceva intuire come fosse facile godere, semplicemente, della sua compagnia. Uno scambio equo. Un’adulta e una bambina tra le quali non era presente alcun legame di sangue, e tanto per questo nessun obbligo reciproco, nessun senso vago del dovere a macchiare la nostra relazione.

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26 marzo 2011

dei cattivi maestri che compromettono il rapporto di un “alunno” con una “materia”

E de Assignment3 , di nuovo.

Confesso che nel testo Coltivare le connessioni, giunta alle parole “crescita esponenziale” con relativo grafico, ho avuto un piccolo, sgradevole, flashback dal passato e sono stata fortemente tentata di saltare a piè pari ogni riferimento alla matematica. Vecchia ed esecrabile abitudine derivante da una brutta esperienza al ginnasio con una professoressa che terrorizzava tutti, anche i “bravi” che avrebbero fatto di tutto per compiacerla.

Passava tra i banchi durante lo svolgimento dei compiti in classe e li correggeva in diretta con grossi segni blu (mi è rimasta un po’ la fobia della matita rossa e blu: per esorcizzarla anni fa me ne comprai una e presi a usarla abitualmente. Funziona). Ti faceva sentire proprio un deficiente. Neppure la possibilità di terminare il tuo compito, giusto o sbagliato che fosse. E se mi fosse arrivata una illuminazione sulla giusta soluzione dell’esercizio prima della consegna? Cosa poteva saperne lei?

Insomma, certa gente dietro una cattedra fa grossi danni. Forse dovrebbe trovare modi meno devastanti per esercitare il potere che vorrebbe avere ( e non ha), che rifarsi su 14enni innocenti.

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26 marzo 2011

sull’importanza del nick

Sempre su Assignment3

Un nickname dice tanto di una persona, credo sia ciò che vogliamo comunicare agli altri (anche inconsciamente, chissà) nel momento in cui ce lo scegliamo per entrare in qualche sancta sanctorum del cyberspazio, che sia un forum, un gruppo, o uno spazio singolo di comunicazione uno a molti, come un blog.
Sancta sanctorum perché in qualsiasi luogo la netiquette è sacra.

Concordo pure sul fatto che quando capita (se capita! A volte mai e non fa nessuna differenza in fondo) di conoscere di persona qualcuno conosciuto online si tenda a chiamarlo per nick, anche se sappiamo da sempre qual è il suo vero nome.
Così per i miei amici di click sono eleutheria o eleU, o [nome del mio regista preferito], o Amanda (in quest’ultimo, scelto in un momento di sconforto, il messaggio è chiarissimo, anzi imperativo! Love me! Right now!), e non Roberta.
Ho sempre cercato, forse per una eccessiva quanto inutile (dato che volendo, si trova tutto di una persona) smania di privacy, di tenere separate le mie identità virtuali, non per chiusura ma forse per dare più spazio a diverse istanze di me stessa. Ma questa è un’altra storia.

26 marzo 2011

la paura del nuovo

Ancora su Assignment3

(arrivo, a spizzichi e bocconi, ma arrivo. E no, non ho paura di dire delle banalità)

Oh, se fa paura cambiare, a tutti noi, e quanto siamo resistenti ai cambiamenti, specialmente se ci vengono imposti! A ben pensarci i cambiamenti sono sempre imposti dall’esterno. La vita va avanti, “il mondo è andato avanti” come direbbe Stephen King. E’ alquanto evidente che sarebbe assai più opportuno e produttivo adeguarsi ai cambiamenti piuttosto che cercare di schivarli.

Poi ci sono casi particolari.

Docenti anziani del Dams che ammettono candidamente di odiare “il computer” e preparano le lezioni con una vecchia macchina per scrivere e un altrettanto longevo proiettore analogico per diapositive, impiegando probabilmente il triplo del tempo, per esempio.
Ancorati a una didattica tradizionale, come cozze a uno scoglio.

E noi, quanto ci sentiamo cozze e quanto lo siamo effettivamente?

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25 marzo 2011

un pensiero al volo

Su Assignment3

Creare e mantenere vive-coltivare le proprie connessioni, vicine e lontane=TENERCI alle persone*. Per molti, ma non per tutti.

Quell’I care , (che coraggio, a pensarci bene! che Uomo Don Milani!) lo intendo come un pre-occuparsi dell’Altro, del mondo, della Terra, se vogliamo. In definitiva non è un pre-occuparsi, avere a cuore se stessi?

(ho riflettuto sul fatto che non considero poi molto diverse le mie relazioni umane reali e quelle online. Per me è sempre e comunque una questione di comunicazione profonda)

Il resto, forse, stasera.

Segnalo questa cosa successa ieri nella mia città:
Interruzione di connessioni per un periodo di 2 settimane?
(tiriamo un velo pietoso sull’aspetto scandalistico che hanno regolarmente le inchieste di questi tizi, ma aspetto di vedere il servizio per pronunciarmi)

*e anche agli animali, per me ovvio. Esseri senzienti senza i quali non immaginerei una vita possibile.

20 marzo 2011

progetto di sottotitolazione per video

Provvediamo a lastricare la viabilità dell’inferno con un ottimo proposito!

Premetto che la blogoclasse, per me punto blu, sta assolvendo ad una curiosa funzione catalizzatrice e anti-pigrizia per mettere in pratica cose delle quali sapevo l’esistenza (vedi feed) ma su cui non avevo ben indagato, vai a sape’ perché.

Da tempo avevo accarezzato l’idea di tradurre in italiano i sottotitoli di questo video.

Michael Chorost è un divulgatore scientifico con interessi nelle nuove tecnologie e un punto di vista abbastanza inusuale su di esse. Seguo il suo lavoro da tempo, esattamente da quando incappai per la prima volta nel suo nome in cerca di informazioni sugli impianti cocleari .

Egli stesso ha messo a disposizione il testo del video di presentazione del suo nuovo libro, i cui sottotitoli sono già stati tradotti in tedesco, per esempio, qui.

Ora qui nel pre-assignment #2 si fa cenno a sottotitolazioni di video didattici con dotSUB . Questa coincidenza mi spinge a rivalutare il proposito di cui sopra.

Se ne riparla.

20 marzo 2011

Trilussa sulla guerra (1914)

Prima ci fanno sventolare le bandierine, poi ci annunciano che “stiamo solo partecipando a una azione Onu“. Non siamo mica in guerra, no, no, certo che no.

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18 marzo 2011

feed di un portale di notizie mediche

Sempre in riferimento a questo utile esercizio di stile 🙂 desidero segnalare un sito di informazione e consulti medici gratuiti www.medicitalia.it , che mi piace leggere di tanto in tanto.

I feed RSS che offre Medicitalia (tastino arancione sulla destra della homepage, giusto di fianco al motore di ricerca interno, in una bella posizione facile da trovare per l’utente) sono divisi in tre categorie , io ho scelto quella degli “articoli Minforma” scritti dai vari specialisti, che sono molto interessanti.

So che da non molto il portale ha aperto una categoria “Blog degli specialisti”, che non è ancora fruibile via feed, ma credo che sarebbe una buona idea renderla tale anzi, quasi quasi lo scrivo allo staff che si occupa degli aggiornamenti.