Feed your head!

Era la frase finale di una vecchia canzone piuttosto psichedelica, cantata da una Signora cantante.

Ma è quello che mi capita quando navigo e scopro collegamenti su collegamenti, approdo in luoghi che sono vere fucine di idee, che generano altre idee, che prendono altre forme, che si dirigono in territori inesplorati ma poi tornano su cose in parte note, ma viste con occhi diversi. Ci sguazzo.

Non mi sento neppure tanto immigrante digitale, quando sguazzo.

Questo esperimento tecno-socio-pedagogico si sta rivelando una vera chicca. Sono molto contenta di esservi incappata, seguendo per caso il dibattito nativi-non nativi.

Oggi è stata una giornata un po’ pesante emotivamente, pescare nel torbido può esser doloroso ma necessario per elaborare delle cose che vanno elaborate. Dimenticate no, mi parrebbe di rinnegare un pezzo della mia vita.

Ma basta con le autoreferenzialità (beh, in fondo sempre un blog è).
I feed sono importati, un numero abbastanza spaventoso, ma si deve anche dire che io sono abituata ad aule semideserte dell’università di Ferrara 😀
Il compito è svolto, il libro sul comodino mi aspetta.

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7 Responses to “Feed your head!”

  1. La libertà espressiva è ciò che apprezzo di più, sia intesa come varietà di tematiche, sia declinata come varietà di stili narrativi. Quello che non mi piace, in giro per la blogosfera, è incappare in quei blog in cui la sequela di commenti ricalca gli insulti stile talk show… Come se non ce ne fossero abbastanza in televisione °_°

    • Oh, anche nei blog più garbati e carini (per esempio, nonsolomamma, una blogger di rara ironia e compostezza) si leggono tristi tentativi di prevaricare gli altri e veri flames, fondati sul nulla perlopiù, nei commenti. Purtroppo i blogger non ne sono responsabili. Spesso salto direttamente i commenti 😀

  2. Io ho ormai accettato da tempo che la mia vita filtri dalle maglie del blog. All’inizio pensavo di farne un blog “professionale” (e non posso certo dire che non lo sia dato che mi occupo di formazione), però non ho voluto rinunciare alla dimensione diaristica che, del resto, connota la nascita dello strumento. Penso piuttosto che se qualcuno vuole scoprire cosa faccio ma soprattutto come lo faccio, ha a disposizione qualcosa che è un po’ più di un curriculum… 🙂

    • E’ abbastanza inevitabile che vi si scriva qualcosa di personale d’altronde, a meno che non si tratti di un blog fortemente istituzionalizzato.
      Erano anni che non ne avevo uno. Forse i tempi erano maturi. Il mio problema comunque è sempre stato la costanza negli aggiornamenti e la sensazione di non avere nulla da dire che valesse proprio la pena di essere scritto, ma è bello anche il senso di libertà espressiva tipico del blog come spazio. Sarà mica un’estensione di se stessi? 😀

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