dei cattivi maestri che compromettono il rapporto di un “alunno” con una “materia”

E de Assignment3 , di nuovo.

Confesso che nel testo Coltivare le connessioni, giunta alle parole “crescita esponenziale” con relativo grafico, ho avuto un piccolo, sgradevole, flashback dal passato e sono stata fortemente tentata di saltare a piè pari ogni riferimento alla matematica. Vecchia ed esecrabile abitudine derivante da una brutta esperienza al ginnasio con una professoressa che terrorizzava tutti, anche i “bravi” che avrebbero fatto di tutto per compiacerla.

Passava tra i banchi durante lo svolgimento dei compiti in classe e li correggeva in diretta con grossi segni blu (mi è rimasta un po’ la fobia della matita rossa e blu: per esorcizzarla anni fa me ne comprai una e presi a usarla abitualmente. Funziona). Ti faceva sentire proprio un deficiente. Neppure la possibilità di terminare il tuo compito, giusto o sbagliato che fosse. E se mi fosse arrivata una illuminazione sulla giusta soluzione dell’esercizio prima della consegna? Cosa poteva saperne lei?

Insomma, certa gente dietro una cattedra fa grossi danni. Forse dovrebbe trovare modi meno devastanti per esercitare il potere che vorrebbe avere ( e non ha), che rifarsi su 14enni innocenti.

Mi rimandò pure (e ovviamente) a settembre (ripetere una materia stando al mare non è il massimo). Un bel colpo alla mia autostima da prima della classe negli anni precedenti (ex, ex, molto ex), mai completamente assorbito (la faccio un po’ tragica, lo so, ma per me allora lo fu). Supero, brillantemente, alla faccia sua, l’esame di riparazione, grazie a un simpatico docente  figlio di una vicina di casa, che in cambio delle lezioni si accontentò… di una pizza! (quella è una connessione che ricordo con piacere). Vado al liceo, cambio teacher, riprendo a ottenere buoni voti, ma il gusto per la matematica e i numeri è irrimediabilmente perduto.
Davvero, mi piacciono molto l’enigmistica, i rebus, gli anagrammi e le parole crociate difficili (altrimenti non c’è succo), ma il sudoku non mi affascina.

E dire che quando ero alle medie mi sembrava tutto così intuitivo, vedevo ad es. le frazioni come immagini mentali, non me le spiegavo con un ragionamento verbale, e del resto dovrebbe essere così.

Fortunatamente mi è rimasta la passione per le parole!

Annunci

2 commenti to “dei cattivi maestri che compromettono il rapporto di un “alunno” con una “materia””

  1. Sui danni dei cattivi maestri, dei maestri sciatti e superficiali, dei maestri di una volta, quelli che “tanto lavoro mezza giornata”, di quelli che “io ho spiegato e quindi il mio lavoro l’ho fatto”, di quelli che “a me basta che mi capisca uno per dimostrare che ho spiegato bene a tutti”, di quelli che “non tutti sono fatti per venire a scuola”, o di quelli che “non mi fido di voi, siete voi che dovete conquistarvi la mia fiducia” ecc ecc potremmo scrivere tanto. Forse vale anche la pena di farlo tutti. Personalmente ho già dato :-)))
    A volte dovremmo avere il coraggio di seppellire il passato.
    Ecco, a questo proposito provo a trasmettere una mia esperienza telegrafica: vissuta e cresciuta nella scuola tra la metà degli anni ’50 e ’60 ed avendo cambiato (per trasferimenti di lavoro di mio padre) tre volte le elementari, una volta le medie e due volte le superiori … ne ho viste tante e non sempre ne sono uscita indenne.
    Però, una volta uscita sono davvero schizzata fuori; evvaiiiii ho cominciato a progettare il mio percorso e mi sono lasciata alle spalle tutto il vecchio.
    Ci sono ritornata sopra, come fanno tutte le persone d’età grandicella, solo molto dopo, e allora ne ho anche scritto.
    Però penso che i giovani debbano prendere un forbicione gigante e tagliare questo pesante cordone ombelicale, che ormai è una gomena, per proiettarsi avanti per riprendersi il futuro: quello vero, quello che si costruisce a volte parlando forte, a volte nel silenzio, ma sempre operando a lume di ragione.

    • Sono in una fase della vita in cui si cominciano a stendere un pochino di bilanci e la blogoclasse mi aiuta a scrivere certe cose a cui pensavo da tempo. Il che ci riporta al tuo bel post sulla scrittura a cui non ho ancora avuto occasione di replicare 🙂

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...