Archive for luglio, 2011

22 luglio 2011

Come ti trasformo i dati grezzi in “cultura”

Quando hai imparato bene la tua parte, puoi dimenticare le battute.

(F.F. Coppola, a Marlon Brando, durante le riprese di Apocalypse now)

From Data to Knowledge

Una metafora mangereccia, perché siamo ciò che mangiamo e siamo ciò di cui ci nutriamo in tutti i sensi.
La conoscenza come le briciole che ci restano quando al termine del faticoso processo – anche i dati vengono processati: non è casuale l’analogia terminologica – di apprendimento possiamo permetterci il lusso di dimenticare tutto, tranne l’essenziale, forse.

Image by EpicGraphic

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7 luglio 2011

G+ o googlemeno? Pt2: la Ferrari e la Panda

(segue da mio post precedente)

Fiumi e fiumi di bytes saranno e vengono spesi in questo momento per descrivere, commentare e recensire il nuovo social media Google+ e soprattutto per paragonarlo a Facebook.

Ho aperto il mio account G+ poche ore fa e mi sento un po’ come se avessi un nuovo affascinante balocco con un manuale di istruzioni troppo lungo per invogliare a leggerlo. Non ho mai amato le istruzioni per l’uso. Mi è sempre piaciuto spogliare le bambole e smontare i giocattoli e le cose per capire come funzionano.

Preferisco scoprire lentamente le feature che offre, ma per il momento mi sento di affermare che non c’è paragone con Facebook. Credo che stavolta Google ci abbia azzeccato in pieno. Perché?

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7 luglio 2011

Paese patria scienza arte

[Mi piaceva come le conversazioni di blogoclasse contiunuassero anche a distanza di tempo riprendendo degli spunti ai quali chissà perché in quel momento non avevamo pensato. Il bello della comunicazione asincrona 🙂 Sul web non solo la categoria distanza geografica acquista un nuovo significato, ma anche la distanza temporale]

Alibianchi si interrogava sul significato di “paese” e di “patria” o meglio su cosa significhino questi termini per lei, suppongo.

Sul sottile limen tra scienza e arte:  Rita Levi Montalcini  parla a delle giovani ricercatrici.

Cito anche l’articolo di Giovanna Cosenza perché lo contestualizza al meglio.

7 luglio 2011

L’intervento di Richard Stallman alla Notte della Rete

Traduzione italiana dell’intervento di Richard Stallman
alla Notte della Rete, 5 luglio 2011

Stallman durante il collegamento con traduzione simultanea

“Sono molto felice che la gente sia venuta a manifestare contro questo provvedimento ingiusto, ciò significa che non è più possibile imporre, come se nulla fosse, ingiustizie agli utenti di Internet.

Naturalmente tutti voi siete qui perché capite bene il motivo per cui questa legge è iniqua: si tratta di censura, la censura è sempre un male, ma questa è ancora peggio, questa è censura senza un giusto processo.

Chi si appresta a fare questo si prepara ad attaccare l’idea più basilare di giustizia per ottenere uno scopo.

Ma perché stanno facendo questa cosa, qual è il loro fine?

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7 luglio 2011

G+ o googlemeno? Prime impressioni

Stamattina trovo un tweet su Twitter retwittato (la terminologia su Tw è estremamemente tautologica) da Howard Rheingold, che followo, a proposito di GooglePlus che sarebbe ora aperto a tutti e infatti, con un semplice click…

…mi trovo una schermata di apertura account già bell’e pronta con i dati della mia Gmail.immagine del mio profilo G+

La grande G vuole che mi crei un profilo pubblico per entrare, cosa che finora avevo sempre evitato ( a dimostrazione che no, non è possibile restare fuori da certi meccanismi – ma me ne guardo bene dal mettere troppi dati personali, ché poi, Gmail ha già in mano tutta la mia posta, più personale di così…). Sono troppo curiosa di provare il potenziale killer di Facebook – o l’ennesimo flop -, per cui mi faccio coraggio ed entro…

E nei suggerimenti per le mie future cerchie vedo i profili che avevo visitato “da esterna” saltabeccando qua e là qualche giorno fa quando si favoleggiava di strane scorciatoie per ottenere inviti (del tipo “mi ha detto mio cuggino che condividendo un album si ottiene un invito” e altre amenità, e via, tutti a provare. Nota curiosa: persino un ingegnere italiano che lavora davvero in Google UK mi ha dato una dritta di questo tipo. Forse l’aveva sentita da suo cuggino :))

Questo meccanismo dell’invito (con la scusa che il prodotto è in beta test) credo sia una tattica di marketing indovinata, rende il prodotto desiderabile – come già fu all’epoca delle prime caselle Gmail, nel 2004 se non sbaglio.

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