L’intervento di Richard Stallman alla Notte della Rete

Traduzione italiana dell’intervento di Richard Stallman
alla Notte della Rete, 5 luglio 2011

Stallman durante il collegamento con traduzione simultanea

“Sono molto felice che la gente sia venuta a manifestare contro questo provvedimento ingiusto, ciò significa che non è più possibile imporre, come se nulla fosse, ingiustizie agli utenti di Internet.

Naturalmente tutti voi siete qui perché capite bene il motivo per cui questa legge è iniqua: si tratta di censura, la censura è sempre un male, ma questa è ancora peggio, questa è censura senza un giusto processo.

Chi si appresta a fare questo si prepara ad attaccare l’idea più basilare di giustizia per ottenere uno scopo.

Ma perché stanno facendo questa cosa, qual è il loro fine?

Stanno facendo qualcosa di malvagio perché la loro intenzione è malvagia: vogliono che la gente smetta di condividere risorse online.

Il motivo è che sia loro che lo Stato non lavorano per la gente, non lavorano per i cittadini: lavorano per le grosse aziende.

Sono governi di occupazione nell’impero delle multinazionali.

Possiamo notarlo in ogni ambito della vita.

In questo ambito le grosse aziende che detengono il potere sono le case cinematografiche, le major discografiche e gli editori, e questi vogliono che la pratica della condivisione abbia termine. Ecco perché usano termini propagandistici come “pirati”. Cosa significa il fatto che definiscano chi condivide “pirata”?

Vuol dire che cercano di mettere sullo stesso piano l’aiutare gli altri con l’attaccare le navi.

Questo è assurdo e dal punto di vista morale non c’è nulla di più sbagliato, perché il condividere è una cosa positiva, ma andare all’arrembaggio di navi è qualcosa di molto brutto, così non si dovrebbe identificarli con lo stesso termine.

Quando affermano che c’è un grave problema di pirateria noi dovremmo rispondere: “Certo, ma succede in Somalia”.

Quando la gente la chiede a me, la mia opinione sulla pirateria, io dico: “Attaccare navi è una pessima cosa”.

Ogni volta che mi chiedono cosa penso della pirateria musicale rispondo: “Per quanto ne ho letto, quando i pirati attaccano non lo fanno certo strimpellando strumenti musicali con il volume a palla, piuttosto usano delle armi, quindi non si può parlare di “pirateria musicale”. Perché la loro pirateria non è pirateria musicale, è pirateria tout court.”

Il punto è che quando affermano che “esiste un grosso problema di pirateria” e che “se non lo risolviamo con questa ingiustizia, come altrimenti lo dovremmo risolvere?” noi dovremmo rispondere che non c’è nessun problema del genere, anzi, non è un problema, semmai è un bene che le persone pratichino la condivisione, ma io non ho specificato di contenuti, io non … (si rivolge alla traduttrice simultanea in italiano)

Noi qui stiamo parlando di opere, non di contenuti, perché le opere sono cose importanti che noi ammiriamo.

Non dovremmo fingere che siano lì solo per riempire una scatola.

Alle case editrici non importa di queste opere, si preoccupano soltanto dei denari che otterranno dalle opere stesse, ecco perché le chiamano contenuti. A loro non importa cosa c’è nella scatola, fintanto che la scatola è piena.

Però se ci teniamo alla musica, ai libri, se ci interessano davvero questi lavori d’autore, allora non dovremmo chiamarli semplicemente contenuti, anzi, dovremmo piuttosto trovare dei modi per favorire gli artisti.

L’attuale sistema del copyright fa un pessimo lavoro nel supportare gli artisti.

Gli editori dicono: “dobbiamo impedire che la gente condivida, perché sottraggono introiti agli artisti” ma, in realtà, sono gli editori stessi a sottrarre guadagni agli artisti.

Il sistema vigente supporta bene le grandi star,  supporta molto male tutti gli altri artisti, ma soprattutto è davvero grande nel favorire gli editori, così ho proposto metodi alternativi per sostenere meglio gli artisti.

Ad esempio, si potrebbe raccogliere un contributo da ogni utenza internet e suddividere questa somma tra gli artisti – solo tra gli artisti, non tra le case editrici – e la si potrebbe suddividere in base alla radice cubica della popolarità di ogni artista.

Perché la radice cubica? Perché in questo modo si possono spostare i soldi dalle grandi star ai numerosi artisti aventi una popolarità media.

Questo sistema sosterrebbe in maniera più funzionale gli artisti utilizzando meno soldi e oltretutto è compatibile con la condivisione: con questo sistema possiamo legalizzare la condivisione.

Un altro dei miei suggerimenti sarebbe di dotare ogni dispositivo di un pulsante azionabile per inviare 1 euro in forma anonima all’artista.

Uno qualunque di questi due sistemi funzionerebbe meglio nel favorire gli artisti rispetto al sistema attuale, che è teso principalmente a favorire gli editori che ci  impongono leggi ingiuste.

Ora, le stesse compagnie che hanno comandato questa ingiustizia, commetteranno e hanno commesso altre ingiustizie.

Per esempio progettano software che limita l’utente a cui mettono manette digitali.

Queste sono caratteristiche progettate per restringere l’utilizzatore.

Come possono farlo? Perché il software non è libero.

Con il software o l’utente controlla il programma, oppure e’  il programma a controllare l’utente.

Con il software free, il software libero, è l’utente stesso che controlla il programma.

Con il software proprietario, il software soggiogante, è il software che controlla gli utenti.

Quindi se vogliamo che il nostro software non si trasformi nel nostro secondino, dobbiamo perseverare nell’uso di software libero.

Windows ha le manette digitali, Macintosh ha le manette digitali, l’iPhone e l’iPad hanno le manette digitali, Flash Player ha le manette digitali, il Kindle di Amazon ha le manette digitali…

Di conseguenza potete vedere quanto sia comunemente diffusa questa forma di male, dobbiamo stare alla larga dal software non libero.

Per ulteriori informazioni vi rimando a gnu.org  ed anche Free Software Foundation Europe, ossia fsfe.org

Vi ringrazio tantissimo”

Richard Stallman

(Qui la versione originale Original transcript by Josef Ohlsson Collentine under license CC-BY-NC-SA
Libera-mente tradotto da me con qualche licenza poetica. Fatto per essere condiviso.
Immagine tratta da Tech.fanpage.it
Video dell’evento disponibile qui)

Licenza Creative Commons
Traduzione italiana del discorso di Richard Stallman alla “Notte della Rete”, 5 luglio 2011 by R. Ranzani is licensed under a Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 3.0 Unported License.
Based on a work at collentine.com.

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