Le “nuove” frontiere del microblogging: Heello.com

interfaccia heello

Il panorama dei social network cambia costantemente ed è interessante – e a tratti divertente – tenere d’occhio la sua evoluzione. C’è stato in questi giorni un piccolo e non si sa ancora se significativo cambiamento con l’introduzione sullo scenario del web di una ulteriore piattaforma.

Risaliva ad agosto 2010  la notizia secondo cui Noah Everett, il fondatore di Twitpic – il servizio di photo sharing per Twitter – fosse sul punto di lanciare un nuovo sito di microblogging, Heello.

Ora, ad un anno di distanza, qualche giorno fa Heello ha aperto i battenti e iniziato ad accettare iscrizioni.


La creazione di un account (che è uno @username) è cosa velocissima, fin troppo veloce. Basta fornire una email valida, anzi questa non viene nemmeno verificata tramite l’invio di un link per l’accesso. Si potrebbe dire che abbiano un po’ troppa fretta di farsi degli utenti.

Ci si trova davanti a una interfaccia semplice e pulita che è difficile non considerare mutuata da Twitter, nuvolette di sfondo comprese.

I tweets si chiamano pings, i followers listeners e i retweet sono stati ridenominati echoes. Un ping può essere lungo al massimo i fatidici 140 caratteri ed è possibile allegare foto, video (che vengono mostrati in anteprima nello stream) o la location dalla quale si sta pingando in quel momento. Inoltre è presente una funzione per integrare Facebook e Twitter stesso, inviando inviti agli amici ad unirsi ed ascoltare i propri aggiornamenti. I messaggi privati si possono spedire sia a singoli utenti che a gruppi.

heello inserimento ping

Un aspetto di novità si riscontra nel What’s happening?, ovvero uno stream in continuo aggiornamento automatico degli updates altrui. Tutti. Tanto che stasera, a causa dell’incremento di account aperti, al posto del frenetico flusso di ping si trova un avviso che recita:

This feature is temporarily disabled. Heello is growing at an astounding rate, and our servers need a little breathing room. We hope to have this stream back online very soon, sorry for the inconvenience!

Non è chiaro a cosa dovrebbe servire. L’unica volta che l’ho visto in funzione, 3 giorni fa con relativamente pochi utenti, era talmente rapido da far passare presto la voglia di “restare in ascolto“.

Non è nemmeno chiaro cosa abbia da offrire la piattaforma stessa in termini di creatività nè in cosa si possa identificare il suo valore aggiunto rispetto ai tanti altri cloni di Twitter, come Identica  o Ekko.

Lo scorso anno Everett aveva lasciato intuire che Heello avrebbe dovuto risolvere i problemi incontrati durante l’implementazione di Twitpic e che avrebbe offerto funzioni diverse per la clientela business. A vedere ora il risultato di un anno di lavoro, parrebbe che la montagna abbia partorito un topolino.

Ma lasciamo che Heello si sviluppi appieno e alla fine, come sempre accade, sarà la qualità della user experience a determinarne o meno il successo.

Fonte | techcrunch

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