Quello che lo spot contro la pirateria non dice

ilNichilista

La Federazione Editori Musicali ha arruolato artisti del calibro di Roberto Vecchioni, Enrico Ruggeri, Gino Paoli e altri (età media 63 anni, nota un commentatore su YouTube) per l’ennesimo spot contro la pirateria digitale. Eccolo:

Diverse affermazioni mi sembrano contestabili, false, incomplete o controproducenti. Provo a spiegare perché, una a una:

«In tutto il mondo si sta discutendo di come regolamentare la diffusione di contenuti su Internet.»
Vero, ma perché interessa alle lobby dell’intrattenimento, che premono da anni per norme più stringenti contro la pirateria online. Non mi risulta che tutto il mondo discuta del fatto che circa un miliardo di cittadini digitali già subisce una qualche forma di filtraggio dei contenuti online. O della possibilità concessa alle aziende occidentali di fare profitti per 5 miliardi di dollari vendendo strumenti di sorveglianza digitale a regimi autoritari che li utilizzano per identificare e uccidere i dissidenti. Sarà questione di punti di…

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One Comment to “Quello che lo spot contro la pirateria non dice”

  1. AltroConsumo e il Bureau Européen des Unions de Consommateurs dovrebbero rispolverare la campagna sui diritti digitali dei cittadini del 2007. Le pagine web normali sono scomparse, ma si trovano ancora tramite l’Internet Archive:
    – AltroConsumo: I diritti dei consumatori nell’era digitale
    – BEUC: Consumers’ Digital RIghts Declaration.

    E l’intervista di AltroConsumo a Elio e Le Storie Tese in merito (2007) è tuttora visibile su YouTube.
    Anche in Svizzera abbiamo una parlamentare socialista (!), Géraldine Savary, che vorrebbe criminalizzare il download della musica protetta: vedi il suo Postulato La Svizzera ha bisogno di una legge contro lo scaricamento illegale di musica da Internet?. Parina, lei ranza la data della revisione della legge sul diritto d’autore, prende la legge Hadopi francese come modello senza capirvi nulla – e si è fatta rispondere, per fortuna, dal governo che la legge attuale protegge sufficientemente i creatori. Però ecco, ècarina, allora la TV di servizio pubblico le dà la parola e la lascia sciorinare statistiche altrettanto campate per aria di quelle citate nel video del tuo post.

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