Posts tagged ‘verso il nuovo’

7 luglio 2011

G+ o googlemeno? Pt2: la Ferrari e la Panda

(segue da mio post precedente)

Fiumi e fiumi di bytes saranno e vengono spesi in questo momento per descrivere, commentare e recensire il nuovo social media Google+ e soprattutto per paragonarlo a Facebook.

Ho aperto il mio account G+ poche ore fa e mi sento un po’ come se avessi un nuovo affascinante balocco con un manuale di istruzioni troppo lungo per invogliare a leggerlo. Non ho mai amato le istruzioni per l’uso. Mi è sempre piaciuto spogliare le bambole e smontare i giocattoli e le cose per capire come funzionano.

Preferisco scoprire lentamente le feature che offre, ma per il momento mi sento di affermare che non c’è paragone con Facebook. Credo che stavolta Google ci abbia azzeccato in pieno. Perché?

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30 marzo 2011

Ancora sulla paura del nuovo – In limine

Su Connessioni scrive Andreas “Il percorso che stiamo facendo è ispirato da questa consapevolezza. Inutile puntare i piedi. Chi lo fa è un uomo morto.”

E allora dobbiamo sforzarci di uscire da un hortus conclusus di conoscenze e abitudini e pregiudizi che ci tiene ingabbiati in una rete poco sana e poco funzionale se non addirittura controproducente per noi. Liberiamoci le spalle da pesi inutili e avanziamo con più fiducia in noi stessi e negli altri, nel futuro.

Godi se il vento ch’entra nel pomario
vi rimena l’ondata della vita:
qui dove affonda un morto
viluppo di memorie,
orto non era, ma reliquiario.

Il frullo che tu senti non è un volo,
ma il commuoversi dell’eterno grembo;
vedi che si trasforma questo lembo
di terra solitario in un crogiuolo.

Un rovello è di qua dall’erto muro.
Se procedi t’imbatti
tu forse nel fantasma che ti salva:
si compongono qui le storie, gli atti
scancellati pel giuoco del futuro.

Cerca una maglia rotta nella rete
che ci stringe, tu balza fuori, fuggi!
Va, per te l’ho pregato, – ora la sete
mi sarà lieve, meno acre la ruggine…

(Eugenio Montale, In limine da Ossi di seppia, 1925)

26 marzo 2011

la paura del nuovo

Ancora su Assignment3

(arrivo, a spizzichi e bocconi, ma arrivo. E no, non ho paura di dire delle banalità)

Oh, se fa paura cambiare, a tutti noi, e quanto siamo resistenti ai cambiamenti, specialmente se ci vengono imposti! A ben pensarci i cambiamenti sono sempre imposti dall’esterno. La vita va avanti, “il mondo è andato avanti” come direbbe Stephen King. E’ alquanto evidente che sarebbe assai più opportuno e produttivo adeguarsi ai cambiamenti piuttosto che cercare di schivarli.

Poi ci sono casi particolari.

Docenti anziani del Dams che ammettono candidamente di odiare “il computer” e preparano le lezioni con una vecchia macchina per scrivere e un altrettanto longevo proiettore analogico per diapositive, impiegando probabilmente il triplo del tempo, per esempio.
Ancorati a una didattica tradizionale, come cozze a uno scoglio.

E noi, quanto ci sentiamo cozze e quanto lo siamo effettivamente?

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25 marzo 2011

un pensiero al volo

Su Assignment3

Creare e mantenere vive-coltivare le proprie connessioni, vicine e lontane=TENERCI alle persone*. Per molti, ma non per tutti.

Quell’I care , (che coraggio, a pensarci bene! che Uomo Don Milani!) lo intendo come un pre-occuparsi dell’Altro, del mondo, della Terra, se vogliamo. In definitiva non è un pre-occuparsi, avere a cuore se stessi?

(ho riflettuto sul fatto che non considero poi molto diverse le mie relazioni umane reali e quelle online. Per me è sempre e comunque una questione di comunicazione profonda)

Il resto, forse, stasera.

Segnalo questa cosa successa ieri nella mia città:
Interruzione di connessioni per un periodo di 2 settimane?
(tiriamo un velo pietoso sull’aspetto scandalistico che hanno regolarmente le inchieste di questi tizi, ma aspetto di vedere il servizio per pronunciarmi)

*e anche agli animali, per me ovvio. Esseri senzienti senza i quali non immaginerei una vita possibile.